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India Pale Ale: gloria dell’800, Bitter dei mercanti, fantasia ROCK!

Storia della India Pale Ale (IPA)

Dal fiume LEA, nord di Londra, Martyn Cornell ci racconta la leggenda del piccolo birrificio Old Bow Brewery (1752). La storia di George Hodgson e la sua birra rivoluzionaria. Lí vicino, l’attracco delle navi commerciali della East India Company, dirette a Madras e Delhi, Bombay o Kolkata. La Compagnia delle Indie Orientali riempiva le stive di merci e BIRRA, per gli assetati coloni di sua Maestà.

 

I Capitani delle navi scelsero di fornirsi dal birrificio OLD BOW perché vicino; perché il gallone di birra costava poco e perché Mr. Hodgson forniva credito fino a 18 mesi: l’unico. 

 

Ma nelle stive infernali, nei mari tempestosi di un viaggio lunghissimo (4/6 mesi), la birra chiusa nei barili diventava stantía; a volte s’infettava: umidità e cambi di temperatura, erano dei killer sempre in agguato; la birra diventava inbevibile. Per alcuni storici, diversi furono i viaggi in cui i barili vennero buttati in mare e diversi furono i viaggi in cui i marinai si ubriacarono prima che salsedine e caldo, potessero rovinare un’ottima Porter. Ma nel 1769 Capitan Cook, a bordo dell’Endeavour, nel Pacifico meridionale, scrisse nel suo diario di bordo che mangiò formaggio Cheshire e bevve un boccale di PORTER, ben conservata, presa da una delle botti che trasportava. Fortuna? Chissà.

 

Di certo, la Porter era troppo pesante per il clima tropicale indiano e sempre più malgradita dai coloni. Qualsiasi fosse il motivo, la East India Company chiese a GEORGE HODGSON di brassare una birra perfetta per viaggiare fino in India. Un prodotto commerciabile. E Hodgson consegnò alcuni CASKS di una STOCK PALE ALE spettacolare.

 

La PALE ALE era la birra delle campagne e dei nobili. La birra dei sudditi benestanti e dei contadini. La loro birra, non la PORTER dei sobborghi, non l’emblema UK. Le famiglie della classe media, la bevevano per distinguersi dalle classi operaie. Londra, fumosa e industriale, era Porter. L’Old Bow Brewery prese spunto dalle barleywine inglesi, birre pale ale vinose maturate per 1/2 anni (Octber Beer)creando una MILD con più luppolo, per renderla più resistente grazie alla gradazione alcolica più alta ed alle proprietà antisettiche del luppolo. Fortuna volle, narra la leggenda, che durante la traversata verso l’India i cambi di temperatura, ed il mare turbolento, scossero la birra a tal punto da far accellerare il processo di maturazione. Giunta in India, coloni e soldati britannici impazzirono per gli aromi e la freschezza di questa Stock Pale Ale: nasce il mito della IPA (il riferimento più antico all’India Pale Ale, negli annunci economici del Sydney Gazette del 1829 e del quotidiano inglese Liverpool Mercury, 1935).

Annuncio sull'IPA del 1835 nel quotidiano Liverpool Mercury

 

La Compagnia delle Indie cominciò ad ordinarne quantità enormi. Sempre più. Ma il birrificio Old Bow, vedendo il successo della sua STOCK, dopo un po’ decise di spedire da sé le sue birre, non fornendo più la Compagnia delle Indie Orientali. La East India Company non perse tempo e si rivolse al mastro birraio Samuel Allsopp, uno dei più famosi della cittadina di Burton-on-Trend, nello Staffordshire, famosissima per le qualità delle sue birre, grazie ad 1 ingrediente unico: l’acqua pura, dura e ricca di solfati. Ricchissima.

 

La Compagnia chiese ad Allsopp di replicare la ricetta di Hodgson. Da quel giorno, la cittadina di Burton fu sinonimo di India Pale Ale. BASS, il birrificio di Burton che prese il dominio della produzione (il 43%). E con l’avvento della ferrovia, in 12 ore le birre arrivarono in ogni pub di Londra. 

 

Da qui in poi la birra artigianale India Pale Ale cominciò ad essere la birra più bevuta. Il nuovo nettare degli Dei. Non soltanto per ufficiali, soldati e coloni del Raj Britannico. La sua fama tornò in Gran Bretagna e alla fine del XVIII secolo divenne immortale per ogni suddito di sua Maestà. La IPA, cominciò ad essere uno stile.

Erichetta IPA Storica

 

Ma come era fatta una IPA, una Stock Bitter dell’800? Secondo un manuale del 1840, la luppolatura doveva essere, rigorosamente, di 5 libbre e 1/3  per barile. Circa 2 kg e mezzo di luppolo ogni 164 litri. Poi, si aggiungeva altro luppolo a freddo, il classico dry-hopping. Il luppolo piû usato, l’East Kent Golding. I malti, PALE. Lieviti, UK. Tutto Made in England.

 

Ma tra la 1° e la 2° Guerra Mondiale, la moda delle IPA terminò. Bruscamente, per alcuni. Cambiò un’epoca, cambiarono i gusti. La refrigerazione industriale permise di esportare qualsiasi tipo di birra. La gloria delle IPA era finita.

 

Pils, Ale, Stout; e le interpretazioni degli stili più conosciuti, presero il sopravvento. Tutt’oggi, in Inghilterra è possibile trovare soltanto pochi esempi di birre che s’ispirano alle vecchie ricette IPA. La splendida Meantime IPA, ad esempio. La Jaipur della Thornbridge e la Proper Job IPA del birrificio St. Austell, fondato dal cornishman Walter Hicks.

 

Ma soltanto tra gli anni 70 e 80, con il rinascimento del movimento birraio yankee (USA) e grazie al lavoro di mastri birrai ROCK, creativi e passionali (Fritz Maytag e Bert Grant su tutti), il mondo ha riscoperto lo stile IPA.

 

Le INDIA PALE ALE ritornano a brillare alla fine del XX secolo. Re-inventate in mille modi, mille generi e mille nomi; o ripreso nella più vera e antica tradizione inglese. Stile aromatico, fresco e dal gran luppolo, sempre. Il capostipite della rinascita – dopo il prototipo Liberty Ale dell’Anchor Brewing – la birra che ispirò la resurrezione delle IPA in America, ha un solo nome: Celebration Ale di Sierra Nevada, lanciata nel 1981. Un mito ROCK californiano che il mondo non smetterà mai di ringraziare.

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